Dehors e disabili, Cavarra: la norma va rivista e non applicata a corrente alternata!

Quello delle barriere architettoniche è un tema sempre attuale perché, evidentemente, l’azzeramento è ancora lontano dall’essere raggiunto e così capita di imbattersi in situazioni imbarazzanti che, materialmente vanno a penalizzare i più deboli, nella fattispecie i disabili.  A Siracusa, per esempio, si è fatto un gran parlare sul regolamento dei dehors, eppure, come  segnala Luigi Cavarra, consigliere di Acradina, nel centro storico ci sarebbero ancora dei bar che non hanno nemmeno il minimo indispensabile, a cominciare dai servizi igienici che sarebbero ricavati in spazi esterni, sul marciapiede, tutt’altro che accessibili per un disabile. Una situazione, oltretutto, al limite della civiltà e del decoro che in una città turistica, non dovrebbe esistere e sulla quale Cavarra intende, invece, accendere i riflettori, anche perché ha visto protagonista proprio una persona con problemi di disabilità. Facendosi portavoce di chi ha vissuto quell’esperienza,  il consigliere di Acradina chiede come  mai “con la scusa di tutelare i disabili, l’amministrazione è stata così inflessibile con i piccoli salumieri, pizzerie d’asporto per poi non controllare i bar che sono i colossi per flussi di persone”. Insomma, servizi igienici accessibili a tutti. Questo il messaggio di Luigi Cavarra, anche perché “non si può pretendere che un caffè costi più che a Siena, Milano, Torino e dare un servizio da terzo mondo. E, soprattutto” – conclude – “l’applicazione della norma va rivista e non applicata  a corrente alternata (alcuni si, alcuni no)”.

 

(foto: repertorio internet e archivio siracusa2000)