
Ventiquattro cavalli monumentali per correre controcorrente. Ventiquattro visioni poetiche per scardinare l’immaginario del degrado e dell’illegalità. Ventiquattro fotografie per costruire un altare dedicato alla Bellezza e al rispetto.
Così nasce “Cavalli eretici di Librino”, la nuova installazione del Museo MAGMA, firmata da Antonio Presti e realizzata nell’ambito della Triennale della Contemporaneità dalla grande fotografa e reporter polacca Monika Bulaj.
Le immagini raccontano il cavallo non come simbolo di sfruttamento e illegalità, ma come creatura sacra, corpo libero in movimento, strumento di riscatto morale e sociale. Le fotografie monumentali, stampate su teli che arrivano fino a 9×6 metri, proprio in questi giorni sono in fase di installazione lungo il Cavalcavia che divide in due il quartiere.
“I cavalli” – spiega il maestro Antonio Presti – “sono eretici perché si ribellano all’abitudine di una narrazione distorta, perché manifestano la possibilità di scorgere e raggiungere la bellezza. Sono strumenti maieutici di conoscenza”.
(foto: immagine concessa da Antonio Presti)
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