Ecomac. Sarà la Magistratura ad appurare cause e responsabilità, cosi Fabio La Ferla (O.S.A.)

Sull’incendio alla Ecomac, ancora non totalmente domato e che, come primissimo effetto, ha lasciato senza lavoro 60 famiglie, non bisogna lasciarsi andare a strumentalizzazioni, soprattutto da parte di quei personaggi pubblici che sul problema inquinamento non hanno mai preso posizione e che, adesso, invece, cavalcano l’onda del malcontento popolare. Due giorni dopo il rogo dello stabilimento, registriamo l’intervento di Fabio La Ferla, presidente dell’Organizzazione Siciliana Ambientale, che dice no ai “tuttologi del web”. “Sarà la magistratura ad appurare cause e responsabilità” – scrive – “ma è chiaro che non si può rimanere più indifferenti di fronte a quello che accade quasi ogni giorno con incidenti vari e incendi che coinvolgono il territorio, dove sorge la seconda zona industriale più importante del mondo”.

L’O.S.A., in tutti questi anni si è battuta a salvaguardia dell’ambiente e della salute, presentando in Procura diversi esposti sui rischi per lavoratori e popolazioni, “e abbiamo anche ottenuto riscontri”, sottolinea La Ferla.

“Siamo in una zona ad alto rischio di incidente rilevante” – si legge nel documento – “e purtroppo tante persone ogni giorno si ammalano di tumore ma le nostre battaglie le abbiamo portate avanti senza il supporto del territorio”.

Che nel polo petrochimico ci siano aziende che traggono profitti anche a costo della salute di lavoratori e cittadini, non è certo un mistero, come riconosce La Ferla. “Noi continueremo la nostra battaglia” – conclude il presidente dell’O.S.A. – “fin quando non verranno individuati i colpevoli di un disastro ambientale che continua a seminare paura e morte nel nostro territorio”.

(foto: le operazioni di spegnimento. A destra, F. La Ferla)

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