Perchè non chiediamo l’iscrizione della spazzatura di Siracusa al patrimonio Unesco!?

C’era una volta “piazzale Kennedy”, uno spazio compreso tra le palazzine IACP di Bosco Minniti, concepito alla fine degli anni ‘60 che, nel corso degli anni, anzi dei decenni, è stato abbellito con alberi di pino, piante e giostrine.

Purtroppo, o meglio per fortuna, erano gli anni in cui la spazzatura si buttava solo nei cassonetti e quello spazio, sia pure abbandonato e dimenticato , con le giostrine ammalorate e la manutenzione “illustre sconosciuta”, era, tutto sommato, vivibile.

Oggi, invece, il piazzale dove giocavano i bambini di allòra, oggi padre e madri di famiglia (se non nonni e nonne) non ha nulla da invidiare ad una discarica. C’è di tutto: dall’organico ai capi di vestiario, dagli arredi dismessi alle pedane in legno, dalle sedie e dalle panchine in resina “mutilate”, ai tendoni da sole. C’è, persino, un sacco con il logo di Poste Italiane che, ci si augura, non contenga lettere raccomandate e corrispondenze varie, altrimenti la cosa sarebbe ancora più grave!

Ovviamente, per non farci mancare nulla, ci sono anche gli “amici roditori” che, tra un sacco di spazzatura e l’altro, ne approfittano per fare capolino nei balconi degli appartamenti (anche dei piani alti!) e trovare “alloggio” dietro qualche frigorifero in cucina.

Purtroppo non stiamo scoprendo l’America perché di strade come “piazzale Kennedy” in città ne possiamo vantare un ricchissimo assortimento, roba da fare invidia al mondo intero!

Ma perchè non chiediamo l’iscrizione della spazzatura di Siracusa al patrimonio Unesco!?

(foto: alcune immagini di piazzale Kennedy)

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