Libri. Domani a Roma la presentazione de “Lo Scrigno parlante” di Vittorio Muscia

“Sarà un momento importante, arricchito dalla presenza di ospiti illustri e molto graditi. La partecipazione del mondo giornalistico e radiofonico conferma quanto ci sia ancora interesse attorno alla radio come patrimonio culturale vivo”. Così Vittorio Muscia, regista, giornalista ed editore siracusano, annunciando la presentazione del suo libro “Lo scrigno parlante- come la radio ha reagito alla presenza della televisione”, che si terrà domani a Roma.

Il volume, che fa seguito all’omonimo docufilm, approfondisce il tema del mezzo radiofonico, inteso come fenomeno culturale, sociale e tecnologico. Un tema che Vittorio Muscia conosce bene e a fondo, considerato che con la sua Siracusa Onde Radio, fondata nell’ottobre 1975, è stato tra i pionieri dell’emittenza radiofonica in Italia, il quarto in Sicilia, ad aver diffuso il segnale nella mitica Modulazione di Frequenza.

(foto: la copertina del libro. A destra Vittorio Muscia durante una trasmissione di Siracusa Onde Radio – TVS)

Il racconto parte dagli anni 50, passa per l’avvento delle radio libere, la nascita dei primi network, fino alle tecnologie dei nostri giorni, con il digitale e lo streaming. Un racconto che non vuole essere solo un amarcord, un “come eravamo”, un momento nostalgico insomma, bensì una celebrazione di un mezzo di comunicazione che, nonostante le sue evoluzioni, le rivoluzioni tecnologiche e la forte concorrenza della televisione, va avanti per la sua strada, continuando a svolgere quel ruolo partecipativo, libero e popolare che ha sempre avuto nella società.

La presentazione è programmata alle 16, presso la Sala Conferenze dell’Associazione della Stampa Estera di Palazzo Grazioli. Tra gli ospiti, la principessa Elettra Marconi, figlia di Guglielmo Marconi,  l’inventore della radio.

Il libro viene presentato nella ricorrenza di un importante anniversario: il cinquantenario della Sentenza della Corte Costituzionale n. 202 del 28 luglio 1976, che autorizzò la cosiddetta “libertà di antenna”, giudicando legittime le trasmissioni delle emittenti libere locali. Fu anche la fine del monopolio della Rai.

(foto: V. Muscia)

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