Riposto. “Harry”, il sindaco Vasta chiede interventi rapidi, ristori e burocrazia più snella

Più si va avanti nelle ricognizioni e nella conta dei danni e più ci si rende conto di quanto sia stato violento il ciclone. Riposto ( e, purtroppo, non è la sola), è una comunità in ginocchio che, però, non si arrende e si è subito messa la lavoro per ripulire e ricostruire tutto ciò che quel mare, tanto amato, in due giorni ha tolto. Infrastrutture cancellate, abitazioni sventrate: uno scenario apocalittico quello che ha lasciato “Harry” ed è solo grazie alla forte campagna di comunicazione preventiva se a Riposto, come nel resto dei territori devastati dall’ondata di maltempo estremo, non si sono registrate vittime.

I danni maggiori a Torre Archirafi, dove la potenza dei marosi ha letteralmente modificato la morfologia del lungomare, con cedimenti e crolli dei muretti di contenimento e dei marciapiedi, che mettono a rischio la staticità delle strutture.

Pezzi di asfalto sono stati divelti dalla sede stradale a Torre Archirafi e nella zona della Capitaneria di Porto. In via Cristoforo Colombo, la furia dell’acqua ha trascinato sulla carreggiata anche alcune imbarcazioni; in alcuni casi massi provenienti dal mare hanno raggiunto le case, causando danni ingenti. Diverse le attività commerciali distrutte. Serissimi i danni alla mantellata del Porto, così come a Praiola e in via Colombo.

Danni anche alla rete fognaria. “Quello che chiediamo al Governo nazionale e regionale” – dice il sindaco Davide Vasta – “oltre naturalmente ai ristori per i privati che hanno subito danni alle abitazioni e alle attività commerciali e ai fondi per le pubbliche amministrazioni per poter ricostruire, è lo snellimento della burocrazia. Non possiamo perdere tempo”. Oggi, intanto, in Sicilia è atteso il Ministro Nello Musumeci che visiterà le zone colpite dal ciclone ed incontrerà i rappresentanti delle istituzioni.

(foto: le condizioni del lungomare dopo il passaggio del ciclone)

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