
“Stasera ho avuto la sensazione che lo Stato sia distante, lento, assente di fronte ai bisogni concreti, alle emergenze e alle richieste di tutela della comunità tutta”. Si dice fortemente deluso Enzo Cottone, padre del giovane che la notte di mercoledì scorso, insieme a due amici, un ragazzo ed una ragazza, è stato bersaglio di una sparatoria. La loro auto, una Fiat Panda presa a noleggio alcuni giorni prima, è stata affiancata da un’altra auto, dalla quale sono stati esplosi numerosi colpi di arma da fuoco ad altezza d’uomo.
Un errore di persona e i tre giovani, che hanno avuto solo la colpa di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato, hanno rischiato di essere barbaramente assassinati. Ferita solo la ragazza seduta nel sedile posteriore, che è stata raggiunta dai proiettili al volto ed è stata trasportata all’ospedale del capoluogo dove ha subìto un delicato intervento chirurgico.

Una tragedia scampata, per fortuna, per la quale, questa sera era stata organizzata una Santa Messa di ringraziamento, nella Chiesa Madre di Sant’Alfio, a Lentini. A parte le Autorità locali, però, come scrive amareggiato Cottone, sui social, di rappresentanti istituzionali, sia pur invitati, non se ne sono presentati.
“Immensa gratitudine alla comunità religiosa tutta, ad amici e parenti” – si legge nel post – “che si sono stretti in una profonda solidarietà con le famiglie dei ragazzi coinvolti nella sparatoria di mercoledì scorso”.
Enzo Cottone ringrazia il parroco, don Maurizio Pizzo, che ha celebrato, e l’arcivescovo Lomanto che, comunque, aveva comunicato per tempo la sua impossibilità e che, quindi, è stato assente giustificato. Mons. Lomanto ha fatto, in ogni caso, pervenire un messaggio che è stato letto al termine della celebrazione. “E’ stato di grande aiuto per tutti noi” – dice Cottone – “ricordandoci di rimetterci sempre in preghiera, soprattutto” – conclude – “nei momenti di difficoltà”.
(foto: due momenti della messa di ringraziamento)
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