
Sono stati numerosi i fedeli che hanno partecipato alla veglia di preghiera dei vescovi siciliani, che si è svolta ieri, presso il Santuario Maria Santissima di Valverde, nell’ambito dei lavori della sessione primaverile della CESi, in corso nella diocesi di Acireale.
E stato ribadito il valore del dialogo, della riconciliazione e del rispetto tra i popoli, sottolineando come la pace non sia solo assenza di guerra, ma un impegno quotidiano che interpella coscienze, istituzioni e comunità.
Mons. Antonino Raspanti, vescovo di Acireale e presidente della CESi, ha richiamato l’attenzione sulla morte di un sacerdote maronita in Libano, simbolo del dramma delle guerre che colpiscono innocenti. “Noi non abbiamo armi” – ha detto durante il suo discorso – “le nostre armi sono la fede, il desiderio di pace e la speranza della resurrezione”. La veglia, ispirata idealmente all’enciclica Pacem in Terris di Papa Giovanni XXIII, si è svolta attraverso l’ascolto della Parola di Dio, meditazioni e preghiere comunitarie, alternati a canti, silenzi e adorazione eucaristica.
(foto: Mons. A. Raspanti, Vescovo di Acireale e presidente della CESi)
© Riproduzione riservata

