Come vuole la tradizione, ormai ventennale, domenica scorsa, alla Città del Fanciullo, si è tenuto l’incontro degli ex alunni. Si tratta di una iniziativa che affonda le radici nell’ormai lontano 2005, quando alcuni ex allievi decisero di darsi appuntamento, nel periodo della festa di San Giuseppe, per ricordare insieme gli anni trascorsi nell’istituto. Quest’anno l’evento ha avuto un significato particolarmente intenso, perchè è stato dedicato al 40.mo anniversariodella scomparsa di Mons. Paolo Randazzo, l’uomo che più di ogni altro ha legato la propria vita alla nascita e allo sviluppo della Città del Fanciullo.

Una targa commemorativa è stata collocata alla base del piedistallo in marmo che sorregge la statua a lui dedicata, posta all’ingresso dell’ex struttura nel 2016. Un gesto simbolico ma profondamente sentito, che ha voluto rendere omaggio alla sua opera e al suo instancabile impegno a favore dei giovani più bisognosi. Nella chiesetta di Santa Maria delle Grazie, è stata, poi, celebrata una Santa Messa in suffragio, presieduta da Mons. Giovanni Mannino, un momento di fede e spiritualità che ha riunito ancora una volta i ragazzi di allòra, oggi nonni e, in qualche caso, anche bisnonni.
In conclusione, il pranzo conviviale per suggellare la rinnovata amicizia e la giornata speciale che resterà indelebile nei cuori di ciascuno.
Presenti in videochiamata, due ex alunni, oggi residenti in Svizzera: Carmelo Amato e Alfio Cavallaro, quest’ultimo tra i primissimi alunni che nel 1952, cominciarono a frequentare il collegio Artigianelli di Acireale prima del trasferimento nella nuova struttura della Città del Fanciullo.
Non solo scuola o un istituto educativo, insomma, perché la Città del Fanciullo è stata una grande famiglia, un luogo dove migliaia di ragazzi hanno imparato un mestiere, ma soprattutto hanno trovato accoglienza, amicizia e dignità.
Ed è proprio questo che rende ancora oggi speciale l’incontro annuale degli ex alunni: la dimostrazione che certi legami, quando nascono nella semplicità e nella condivisione, non si spezzano mai.
(foto: gli ex alunni della casa del Fanciullo)
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