Siracusa. Commemorati Francese e Fava, i figli: non erano eroi ma solo bravi giornalisti

Non eroi ma due giornalisti dotati di senso civico e che avevano un profondo rispetto per la professione interpretandola al meglio. Su questo messaggio si è sviluppata stamattina, a Palazzo Vermexio, la commemorazione di Mario Francese e Pippo Fava, alla presenza dei figli delle due vittime di mafia, Giulio Francese e Claudio Fava, anche loro giornalisti. Nel Salone Borsellino, gli studenti del Corbino, del Quintiliano, dell’Einaudi e del Gargallo i cui lavori sono stati il piatto forte della cerimonia.

L’evento di questa mattina, trae origine da un atto di indirizzo approvato, lo scorso anno, dal consiglio comunale, in occasione del centenario della nascita di Francese, Fava e di Andrea Camilleri, che sarà ricordato con un’altra cerimonia il 27 aprile.

“Due bravi giornalisti, due persone normali che hanno lavorato in un periodo difficile per la Sicilia”, come ha sottolineato Claudio Fava, nel suo intervento. Per Giulio Francese, il padre Mario “ha solo fatto ciò che deve fare un buon giornalista d’inchiesta, andando a fondo nelle cose con senso del dovere e con passione che poi si trasforma in impegno civile”.

L’incontro, che ha visto la partecipazione dei rappresentanti istituzionali e delle forze dell’ordine, è stato moderato dalla giornalista Katia Scapellato.

(foto: l’intervento di Claudio Fava)

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