
Avrebbe compiuto 15 anni il prossimo 2 settembre e, invece, la vacanza in Sicilia insieme ai familiari della giovanissima fidanzata, gli è stata fatale. Un tuffo in mare, quella mattina di venerdì 17 aprile, poi, è successo qualcosa che doveva succedere e per Jacques , turista danese, è stata la fine di tutto. Una vita spezzata troppo presto, nelle acque di Eloro. Il mare ha restituito il suo corpo, che è stato ritrovato sugli scogli, poco distante dal punto da dove si era tuffato.
Quella di Jacques non è, purtroppo, l’unica tragedia che si è consumata in quel tratto mare.
Nel 2007, un animatore turistico 30enne, originario della provincia di Viterbo, perde la vita dopo aver salvato cinque ragazzi che, incautamente, si erano tuffati subito dopo aver pranzato.
Nella spiaggia di Eloro, il 28 agosto 2020, un altro laziale, turista romano, fa il bagno, esce dall’acqua, si accascia sulla sabbia e muore. Quattro anni dopo, il 23 ottobre 2024, sempre un turista, un 61enne della Repubblica Ceca, si tuffa per una nuotata e, probabilmente a causa di un malore improvviso, scompare tra le onde.
Altra tragedia un anno dopo: 20 settembre 2025. Vittima una donna di 66 anni arrivata dalla Germania per una vacanza e tornata a casa … dentro una bara in legno.
Alle ricerche di Jacques, scattate immediatamente e coordinate dall’ XI Maritime Rescue Sub Center – MRSC- della Guardia Costiera di Catania, con il supporto della centrale operativa della Capitaneria di porto di Siracusa, hanno partecipato Guardia costiera, Vigili del fuoco, protezione civile. Le ricerche in mare sono state condotte anche con l’ausilio di elicotteri e droni ma, purtroppo, il mare ha le sue regole e chiede rispetto.
(foto: immagine Vigili del Fuoco di Siracusa)
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