“Scarica l’App” è una frase ormai ricorrente (forse fin troppo!) nel nostro linguaggio e nella nostra vita quotidiana. Si tratta, comunque, di uno strumento importante per ricevere immediatamente e comodamente informazioni, notizie e quant’altro.

Nei mesi scorsi vi avevamo parlato dell’iniziativa di un giovane siracusano, Alessandro Calabrò, creatore di una enciclopedia digitale e accessibile che, in oltre cento schede, raccoglie luoghi, personaggi storici, eventi e progetti che hanno segnato la città.
“Aretusapedia”, questo il nome del progetto, adesso passa dal digitale all’iphone. Come? Con l’App! E’ gratuita e tutti possiamo scaricarla dall’App Store (https://apps.apple.com/it/app/aretusapedia-siracusa-a-360/id6766055621).
E’ senza pubblicità e ci permette di avere sempre a portata di mano e in ogni luogo, nel nostro smartphone, l’archivio digitale dedicato a Siracusa. Per ogni luogo catalogato, ciascuna scheda documenta l’accessibilità su quattro dimensioni: motoria, visiva, uditiva e cognitiva.
Il chatbot basato sull’intelligenza artificiale attinge all’intero database e risponde su qualunque voce dell’archivio: chi era Archimede, quando è stata costruita la Cattedrale, come si raggiunge il Castello Maniace, quali eventi hanno trasformato la città nel corso dei secoli. Chi trova una barriera non documentata può segnalarla direttamente dall’App, con una foto scattata sul posto.
Alessandro Calabrò, 28 anni, è ipovedente ed ha, già, pubblicato due saggi sulle tecnologie assistive per persone con disabilità visiva: “Come usare VoiceOver su iPhone” (2024) e “Nuove visioni. L’AI a supporto della disabilità visiva” (2025).
L’App è compatibile con VoiceOver, il lettore di schermo di Apple, ed è progettata secondo le linee guida WCAG sull’accessibilità dei contenuti.
Nelle prossime settimane arriverà la funzione di audioguida geolocalizzata: durante la visita in città, l’App riconosce la posizione e avvia automaticamente la traccia audio del luogo più vicino. E’ in lavorazione anche la versione in inglese, per aprire l’archivio ai visitatori stranieri. “Aretusapedia” arriverà presto anche
su Android.
(foto: A. Calabrò)
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