Riceviamo e pubblichiamo. Il punto sull’evento odorigeno del 13 maggio nel siracusano

I primi dati comunicati da Arpa dopo l’evento odorigeno verificatosi nella mattinata di mercoledì 13 maggio avvertito, soprattutto, nella zona di Priolo e nella parte alta di Siracusa, segnalato tramite l’app Nose da tanti cittadini e anche da alcune scuole tramite invio di pec agli organi competenti, hanno evidenziato una quantità elevata di idrocarburi non metanici, (nhmc) dell’ordine dei 700 µg/m3, rispetto al valore di 2000 µg/m3 utilizzato, nelle centraline di Sr -Via Gela e Siracusa – Asp Pizzuta. Contemporaneamente, tutte le centraline posizionate nella zona alta di Siracusa registravano una concentrazione oraria di benzene dell’ordine degli 8- 9 µg/m3 , inferiore rispetto alla concentrazione limite di 20 µg/m3 ma, comunque, superiore al valore di 5 µg/m3 del valore annuale di questo inquinante previsto dal D.Lgs. 155/2010.

Con il termine di idrocarburi non metanici si intendono composti che possono presentare nella molecola un numero di atomi di carbonio che va da 2 a 12. Questi composti possono avere una origine legata al traffico veicolare e, soprattutto, considerata la tipicità del nostro territorio, una origine industriale, con fonti emissive quali serbatoi, valvole, pozzetti.

Le centraline misurano, attraverso un rivelatore a ionizzazione di fiamma Fid, solamente la concentrazione totale di questi composti organici. Per avere la loro speciazione è necessario procedere all’analisi del campione di aria aspirato tramite canister che ci dà, però, informazioni sugli idrocarburi presenti (e sulla loro quantità) solamente nel momento di prelievo del campione. Successivamente, attraverso il metodo EPATO15, è eseguita, in laboratorio, una analisi quali quantitativa del campione di aria utilizzando la tecnica gas-massa.

Il metodo EPATO15 prevede l’analisi dell’aria alla ricerca di 59 sostanze chimiche che vanno dai derivati del benzene (tricloro benzene, trimetil benzene ed altri), al toluene, al naftalene, al tetraidrofurano, oltre ad altre specie della famiglia delle aldeidi, dei chetoni, degli esteri, tutte sostanze classificate come cancerogene anche se la loro pericolosità è legata alle dosi e ai tempi di esposizione. Per esempio, durante l’evento odorigeno del periodo 5-7 novembre 2025 che ha visto la centralina di Priolo registrare valori di idrocarburi non metanici altissimi, anche per tre volte quelli registrati nell’evento di qualche giorno fa a Siracusa (e valori di concentrazione oraria di benzene oltre i limiti consentiti), l’analisi in laboratorio dell’aria campionata tramite canister aveva evidenziato presenza di grosse quantità di toluene, derivati del benzene, xileni.

Durante l’evento di mercoledì 13 maggio, grazie alle tante segnalazioni dei cittadini, si è attivato automaticamente il campionamento dell’aria con il canister installato nel terrazzo della sede di Arpa Siracusa, in via Bufardeci. Sarà interessante, appena i dati saranno disponibili, comprendere quali composti organici erano presenti nell’aria di Siracusa durante l’evento odorigeno che ha preoccupato non poco la cittadinanza.

Analizzando i bollettini settimanali e mensili dei dati Arpa, è evidente che le concentrazioni registrate dalle centraline installate nell’Aerca di Siracusa, presentano spesso valori di idrocarburi non metanici superiori al valore limite di 200 ug/m3 utilizzato. Per esempio nel mese di aprile 2026, la centralina di Sr – Asp Pizzuta ha registrato per 25 giorni valori di idrocarburi non metanici superiori ai 200 µg/m3, quella di Sr -Via Gela 18 volte mentre quella di Sr – Belvedere 16 volte.

La stessa situazione si ripete su altre centraline e per tutti i mesi dell’anno. È come se nel nostro territorio fosse presente costantemente aria che presenta idrocarburi non metanici , una cappa, e che queste sostanze organiche, anche in funzione delle condizioni meteorologiche, possano concentrarsi su alcune zone precise facendo registrare valori di concentrazione elevate e, soprattutto, allarmando la cittadinanza.

Per gli idrocarburi non metanici non esiste un valore limite: quello che si usa è quello individuato dal D.P.C.M. 28/03/1983, ma che era stato nel 2010 abrogato dal D.Lgs 155 in quanto era mancante una correlazione scientifica, una incidenza, fra la concentrazione di questi composti e la salute umana.

A distanza di 8 anni dall’approvazione del piano regionale di tutela della qualità dell’aria e, quindi, dalla razionalizzazione della distribuzione delle centraline Arpa nel territorio siciliano e, in particolare nella Aerca di Siracusa, sarebbe opportuno una analisi e una elaborazione di tutti i dati relativi agli idrocarburi non metanici acquisiti in questi anni dalle centraline del nostro territorio correlandoli con i dati epidemiologici, incrociando i dati relativi agli nmhc con l’incidenza di malattie, per esempio legati a problemi respiratori e alla insorgenza di neoplasie.

Questo studio, che terrebbe conto anche della bibliografia scientifica, potrebbe portare a definire un valore di soglia, normato dalla legge, superato il quale, per esempio, potrebbero essere attivati i provvedimenti adeguati da parte degli organi competenti per la tutela della salute umana. Questa richiesta, che si inquadra all’interno di un processo di miglioramento continuo della qualità della vita, potrebbe essere avanzata da parte dei sindaci del comprensorio dell’Aerca anche in sede di riesame periodico delle Aia o da parte di parlamentari regionali e nazionali del nostro territorio.

(Salvo La Delfa – coportavoce provinciale di Europa Verde Siracusa – Alleanza Verdi e Sinistra (AVS)

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