Catania. Privatizzazione aeroporto, Legea Cisal: stato di agitazione del personale SAC

Legea Cisal ha avviato ufficialmente lo stato di agitazione del personale di SAC Service, attivando la prima fase della procedura di raffreddamento e conciliazione, prevista dalla normativa sul trasporto aereo, nei confronti di SAC Service e della controllante SAC S.p.A..

La richiesta è stata trasmessa anche alla Commissione di Garanzia sugli scioperi, al Prefetto di Catania e all’ENAC Sicilia Orientale, con l’obiettivo di ottenere l’immediata convocazione di un tavolo di confronto.

Il sindacato denuncia il totale silenzio della governance aeroportuale, nonostante le ripetute richieste di incontro formulate nei mesi scorsi, e lancia un duro allarme sul futuro occupazionale dei lavoratori coinvolti nel processo di privatizzazione dell’aeroporto di Catania.

Per Sandro Barbagallo, segretario della Legea Cisal, esiste una priorità assoluta: la fusione tra SAC e SAC Service. “È il passaggio più serio, responsabile e concreto” – sostiene – “che le istituzioni devono realizzare prima di qualsiasi operazione societaria. Solo così si possono offrire reali garanzie occupazionali e cancellare le troppe zone d’ombra che alimentano preoccupazione e tensione tra il personale”. “Negli ultimi anni” – sottolinea Giovanni Lo Schiavo, segretario provinciale Cisal Catania – “SAC ha registrato una crescita costante, ha aumentato il traffico passeggeri, ha investito e oggi rappresenta una delle infrastrutture strategiche più importanti della Sicilia orientale. Se la stessa governance descrive l’azienda come una realtà solida, redditizia e con prospettive di ulteriore sviluppo” – chiosa – “è legittimo chiedersi perché non vengano date risposte chiare ai lavoratori”.

(foto: archivio siracusa2000)

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