Riceviamo e pubblichiamo. Acqua, il … “bidone” della politica siracusana!

Da settimane ci interroghiamo sull’opportunità di intervenire ancora una volta in un dibattito tardivo. Sull’utilità di ribadire concetti, atti pubblici, prospettive che portiamo avanti da 8 anni e di farlo a valle dell’ennesima occasione milionaria persa. Ma di fronte alle dichiarazioni avvicendatesi in queste settimane sui giornali corre l’obbligo di fare qualche appunto perché sbagliare strada è possibile, ma ignorare totalmente per anni ogni indicazione tecnica è inaccettabile di fronte alla tragedia idrica alla quale è soggetta oggi la città di Siracusa.
Eppure la soluzione da noi proposta di recuperare la condotta e gli enormi invasi dell’ex Cassa del Mezzogiorno (4 volte il volume degli attuali serbatoi dell’acquedotto cittadino) era in linea sia con il piano idrico regionale da 846 milioni di euro, che con il bando SFNIISSI da 1 miliardo di euro del Ministero delle Infrastrutture, nonché già inserita nel Piano d’Ambito, (prerogativa essenziale per poter accedere al finanziamento).

Nel 2021 avevamo quindi posto le solide basi per portare a compimento un’opera che avrebbe in gran parte risolto il problema di qualità e approvvigionamento dell’acqua a Siracusa.
Un “progetto esecutivo ” che SIAM doveva produrre entro il 2022, che nel 2023 abbiamo formalmente chiesto di inserire nel Piano regionale da 900 mln di euro approvato dell’assessorato regionale nel 2024 e che nell’avviso del Ministero da 1mld di euro sarebbe valso ben 35 punti (il massimo tra i criteri di valutazione).
Una condotta che con una portata costante e per caduta naturale anziché dipendere da pozzi e pompe di sollevamento elettriche, concorrerebbe sicuramente a soprassedere ai tanti blackout e ai conseguenti colpi d’ariete che hanno fatto esplodere le condutture ogni volta che riattaccavano la corrente.

Ma come Comune di Siracusa, con un Sindaco Presidente ATI e un vicesindaco dirigente dello stesso Consorzio di Bonifica titolare della condotta da recuperare, siamo stati in grado di presentare solo la richiesta per un nuovo campo pozzi contrario a qualunque piano di lotta alla siccità.

Eppure bastava compiere 3 passi scritti nero su bianco in un contratto firmato che è stato letteralmente ignorato salvo poi piangere sull’emergenza e giustificare ancora una volta tutto con l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022 quando con 1 anno di aumento del costo dell’energia ne sono stati abbonati quasi 5 alla Siam, anni di investimenti, servizi e progetti che adesso pagheremo noi cittadini.(Carlo Gradenigo – presidente L&C)

(foto: archivio siracusa2000)

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