
Il mini rimpasto deciso dal sindaco di Siracusa apre, ancora una volta, una riflessione politica che non può essere elusa.
Con la scelta di assegnare a Grande Sicilia un ulteriore assessorato, il sindaco rafforza una componente politica che, evidentemente, assume un peso sempre maggiore all’interno dell’amministrazione cittadina.
Nulla da dire, sul piano personale e professionale, sulla nuova assessora: si tratta di una professionista che saprà certamente svolgere il proprio incarico con competenza e serietà. La questione che poniamo, però, è esclusivamente politica e di coerenza con il mandato ricevuto dagli elettori.
La nuova assessora, infatti, è stata eletta nelle liste di Fratelli d’Italia, partito che sin dall’inizio della legislatura si trova coerentemente all’opposizione dell’amministrazione comunale.
È uno dei paradossi della politica che rischiano di alimentare sempre più quel sentimento di distacco e sfiducia che molti cittadini manifestano nei confronti delle istituzioni.
Gli elettori votano una lista, scelgono un progetto politico e affidano il proprio consenso a determinati rappresentanti, aspettandosi che quel voto venga interpretato secondo una precisa linea politica.
Quando, invece, le dinamiche successive alle elezioni finiscono per produrre scenari completamente diversi da quelli che gli elettori avevano scelto, è inevitabile porsi delle domande.
Il problema non è la persona, ma il principio. Un conto è la libera scelta individuale, altro è il rapporto di coerenza e di rispetto nei confronti di chi ha espresso un voto.
Fratelli d’Italia, a Siracusa, ha scelto sin dall’inizio di questa consiliatura di svolgere il proprio ruolo dai banchi dell’opposizione, con senso di responsabilità e nell’interesse esclusivo della città. Continueremo a farlo senza ambiguità e senza scorciatoie.
Quello che chiediamo è semplicemente chiarezza: la politica non può diventare un esercizio di trasformismo permanente, nel quale il consenso raccolto dagli elettori può essere successivamente utilizzato per sostenere un progetto politico diverso da quello per cui quel consenso era stato espresso.
È proprio questo genere di dinamiche che rischia di rafforzare l’idea, purtroppo sempre più diffusa, che il voto dei cittadini conti soltanto fino al giorno delle elezioni.
Noi crediamo invece che il voto debba essere rispettato anche dopo. Perché la politica recupera credibilità non attraverso gli equilibri di palazzo, ma attraverso la coerenza, la trasparenza e il rispetto della volontà degli elettori. (Paolo Romano – coordinatore cittadino Fratelli d’Italia)
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