
Il segretario generale provinciale, Giuseppe Roccuzzo, e il segretario generale della Filt Cgil ragusana, Filippo Scollo, hanno incontrato i lavoratori e gli operatori dell’aeroporto di Comiso, allo scopo di verificare le reali condizioni operative dello scalo ed ascoltare le loro problematiche. E di criticità, soprattutto in questi giorni di emergenza con le chiusure di Fontanarossa, ne sono emerse parecchie, con il personale chiamato a sostenere carichi di lavoro particolarmente pesanti ma che, comunque, è stato in grado di garantire l’operatività dello scalo anche attraverso doppi turni e una forte flessibilità organizzativa.
“Quando c’è un’emergenza” – dice Scollo – “queste professionalità diventano indispensabili, poi, una volta superata la fase critica” – evidenzia – “si rischia di tornare a considerarle come una variabile da adattare alle esigenze del momento”.
Non si tratta solo di una questione infrastrutturale, come sostiene Roccuzzo, perché “esiste una questione altrettanto importante che riguarda l’organizzazione del lavoro, le dotazioni di personale e la capacità dello scalo di affrontare picchi di traffico che ormai non possono più essere considerati eventi eccezionali”.
Per la Cgil ragusana, insomma, “Comiso non può essere considerato l’aeroporto da utilizzare soltanto quando Catania è in difficoltà. Deve diventare una componente strutturale del sistema aeroportuale siciliano, con investimenti adeguati e una presenza stabile di lavoratori e lavoratrici”.
(foto: da sinistra Giuseppe Roccuzzo e Filippo Scollo)
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