Stipendi a presidenti e consiglieri ex province. Ma non doveva essere “a titolo gratuito”?

Riceviamo e pubblichiamo

Dopo il raddoppio degli emolumenti di Sindaci, Assessori e Consiglieri Comunali adesso all’Ars passa l’emendamento per assegnare i medesimi compensi ai Presidenti e consiglieri delle ex Province oggi Liberi Consorzi di Siracusa, Trapani, Agrigento, Caltanissetta, Enna e Ragusa insieme alle tre città metropolitane di Catania, Palermo e Messina.

Una proposta di Fratelli d’Italia approvata in commissione bilancio da tutti i partiti ad eccezione di 5Stelle e Controcorrente. Un atto che permetterebbe di rivedere unilateralmente le condizioni di un contratto all’epoca siglato con il vincolo dell’incarico a titolo “gratuito”, assegnando uno stipendio a coloro che furono nominati. Ancora una volta si tenta di cambiare le regole del gioco a giochi fatti con i cittadini spettatori passivi di tali manovre, costretti a subire le decisioni di una politica che a parole agisce per loro conto e nei fatti i conti ci tiene a farli prima nelle proprie tasche.

È chiaro che chi fa politica seriamente è giusto che venga retribuito ma la conditio sine qua non per mettere sul piatto 4.5 milioni di euro l’anno dovrebbe essere almeno quella di passare prima dal voto dei cittadini e ricevere da quest’ultimi l’incarico che ad oggi è frutto di accordi interni tra partiti in quelle che chiamano “elezioni” di secondo grado.
In un momento di grave crisi, difficoltà economiche e infiniti disservizi (acqua, rifiuti, trasporti, sanità, politiche sociali) l’approvazione di tutto ciò da parte dell’assemblea regionale sarebbe uno schiaffo che non potrà che aumentare il divario tra il cittadino e la politica, già ragionevolmente compromesso. Chiediamo ai beneficiari di tale proposta della Provincia di Siracusa di compiere un atto di coerenza e opporsi a tale progetto subordinandone l’approvazione e relativa applicazione all’attuazione di nuove e reali elezioni pubbliche.(Carlo Gradenigo – presidente Lealtà e Condivisione)

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