
Un protocollo di prossima sottoscrizione che vede coinvolti la Casa di Reclusione di Noto, l’U.L.E.P.E. di Siracusa e la CNA di Noto finalizzato a creare un canale di collegamento tra il mondo imprenditoriale artigianale ed il mondo penitenziario. L’impegno è stato assunto nel corso di un incontro che si è tenuta nella Sala Conferenze della Casa di Reclusione di Noto alla quale sono intervenuti anche i rappresentanti di numerose cooperative sociali ed associazioni locali.
Partendo dal presupposto che molti ospiti della casa di reclusione netina hanno acquisito competenze professionali nei settori della falegnameria, metallurgia, sartoria ed in materia di stampa tipografica e serigrafica, si vuole evitare che queste competenze vengano perdute.
Si vuole, cioè, offrire a questi soggetti la possibilità di proseguire in queste attività, creando un ponte tra il mondo del lavoro artigianale ed il penitenziario di Noto. Uno strumento legislativo, in tal senso, è offerto dalla “Legge Smuraglia” che prevede sgravi fiscali di grande impatto per l’assunzione di soggetti appartenenti alle categorie fragili, reclusi oppure in esecuzione penale esterna (misura alternativa).
Offrendo un lavoro a chi, dopo aver pagato il conto con la Giustizia torna in libertà, si evita, infatti, il rischio che possa tornare a delinquere, abbattendo cosi il tasso di recidiva dal 75% dei casi al 4%.
Per maggiori informazioni contattare direttamente la Direzione della Casa di Reclusione di Noto (cr.noto@giustizia.it) o la CNA di Noto ( g.miceli@cnasr.it).
(foto: la riunione nella sala conferenze del carcere di Noto)
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