Siracusa. Non solo storia ed arte ma anche servizi efficienti e vivibilità quotidiana

Riceviamo e pubblichiamo

Quale attempato cittadino siracusano faccio un’amara riflessione e mi chiedo e vi chiedo:
Ma veramente noi siracusani amiamo e rispettiamo la nostra città? La mia è una domanda profonda e provocatoria che tocca le contraddizioni che molti di noi viviamo quotidianamente.

Ci sentiamo siracusani “ca scoccia” quando pensiamo alla storia millenaria della nostra città, alla sua bellezza, alle sue ricchezze archeologiche, al suo centro storico, al suo mare e per essere stata una delle più grandi e potenti metropoli del mondo greco antico — definita da Cicerone come «la più grande e la più bella città greca» — e per il suo straordinario patrimonio storico e culturale e, di contro, sovente, però, la amiamo in maniera conflittuale, direi a nostro uso e consumo.

Tanto amore per l’identità, tanta negligenza nel quotidiano. Spesso trattiamo la nostra bellissima Siracusa come un nostro feudo, un nostro possedimento, dove riteniamo di averne” diritto di vita o di morte”. Rifiuti gettati ovunque, parcheggi in doppia o tripla fila, vandalismo dei beni comuni, strade dissestate, amministrazione e manutenzione dei beni pubblici approssimativi e, sovente, inesistenti, inciviltà galoppante e preoccupante, disinteresse per il bene pubblico, servizi pubblici quasi inesistenti.

Non mi soffermo sull’inerzia , l’immobilità decisionale e le mancate scelte politiche che frenano la crescita economica della città. Strategia per un futuro rassicurante? Manco a parlarne!!! Di rassicurante solo il clima e il mare e l’apatia latente.
Di contro, tanta incertezza e tanto immobilismo!!!!!! Non per nulla i siracusani siamo tacciati come “ Apatici cronici”. A questo punto qualcuno mi obietterà: allora ci dobbiamo rassegnare? No, non bisogna mai rassegnarsi bensì scegliere tra accettare ciò che non si può cambiare oppure agire per trovare soluzioni alternative.

Noi siracusani dobbiamo adattarci ai cambiamenti della vita e dobbiamo avere, soprattutto, la forza di ritrovare la condivisione dei valori per annientare le “barbarie” quotidiane che stanno prevalendo a poco a poco nella nostra città. Bisogna aver la forza e la volontà di ritrovare quello spirito di cittadinanza vero e puro che contraddistingue una vera città-comunità- da una città in piena anarchia. Ci vuole un vero e proprio patto sociale tra cittadini e istituzione.
Siracusa non è solo storia e arte, Siracusa dovrebbe essere un città con servizi moderni ed efficienti, vivibilità quotidiana per i residenti e una gestione del territorio e della mobilità che guardi al futuro, superando la logica di un luogo pensato solo per il turismo di massa, a volte caotico e mal organizzato. (Giuseppe Scandurra)

(foto: archivio siracusa2000)

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