Caro carburanti e Sea Modal Shift: Scattano i blocchi, Federconsumatori: riforme strutturali

Federconsumatori Sicilia esprime solidarietà agli autotrasportatori che da oggi manifestano pacificamente nei piazzali, sottolineando la legittimità di una protesta vitale ma auspicando il massimo rispetto per i cittadini. L’adesione stimata all’80% comporterà cinque giorni di fermo quasi totale, con il rischio concreto di scaffali vuoti nella Grande Distribuzione Organizzata, specialmente per i prodotti alimentari freschi, e pesanti ripercussioni sull’agricoltura locale.

Al centro della vertenza c’è il mancato pagamento di due annualità del Sea Modal Shift, l’incentivo per il trasporto combinato strada-mare che decongestiona le fragili autostrade siciliane. Federconsumatori giudica grave questo ritardo, poiché la transizione verso le rotte marittime garantisce maggiore sicurezza stradale e una netta riduzione dell’impatto ambientale.

Sul fronte del caro gasolio, l’associazione evidenzia come l’impatto della crisi geopolitica globale sui serbatoi dei TIR amplifichi a dismisura i problemi già vissuti dai normali automobilisti. Le misure temporanee adottate finora dal Governo sono ritenute insufficienti e strutturate come semplici interventi tampone, che rischiano di alimentare dinamiche speculative alla pompa.

L’Osservatorio Nazionale Federconsumatori denuncia una forte discrepanza nei listini: parametrando i costi attuali al record storico del barile registrato a marzo 2022, si stima un sovrapprezzo ingiustificato di circa 20 centesimi al litro sia sulla benzina che sul gasolio, al netto dei cambi valutari e delle accise.

Per la Sicilia, territorio che ospita numerosi impianti di raffinazione subendone l’impatto ambientale, il fenomeno assume i contorni di un ulteriore svantaggio economico.

Per uscire dall’emergenza, Federconsumatori sollecita interventi immediati e di ampio respiro: Controlli serrati e costanti da parte delle Forze dell’Ordine sulla qualità e sui prezzi della filiera petrolifera; riduzione generalizzata dell’IVA al 10% su tutti i prodotti energetici; riforma strutturale delle accise a medio termine, ripristinando lo strumento delle accise mobili per contrastare le oscillazioni di mercato.

(foto: immagine dal TGR Rai)

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