Palloncini rossi e fiaccole ma, soprattutto, un eloquente silenzio collettivo, ieri sera a Canicattini Bagni, durante la fiaccolata in memoria di Laura, la giovane mamma, appena ventenne, uccisa a coltellate dall’uomo che amava e gettata dentro un pozzo, come si trattasse di un giocattolo che non serve più e del quale ci si deve liberare. Saranno stati almeno un migliaio in corteo dalla caserma dei Carabinieri, simbolo della giustizia e della legalità, fino alla Chiesa Madre di via XX Settembre, per dire basta alla violenza e manifestare solidarietà alla famiglia. C’erano i parenti e gli amici di Laura, i centri antiviolenza, le associazioni, i rappresentanti delle Istituzioni, della forze di polizia e tanta gente comune, venuta dal capoluogo e da altri centri della provincia per manifestare sostegno a quel povero padre disperato, che si è visto togliere in maniera così brutale la sua bambina, un fiore cresciuto e coccolato con amore e sacrifici e strappato, prematuramente dalla mano assassina di chi doveva, invece, averne cura. La fiaccolata si è conclusa con un momento di riflessione e preghiera, all’interno della Chiesa Madre, poi il ritorno a casa, ciascuno provato dal dolore per quel padre che non vedrà più occhi allegri della figlia e per quei due bambini, che non sentiranno più il calore della loro madre. La speranza nel cuore di tutti è che casi simili non abbiano mai più a ripetersi e che il messaggio lanciato ieri sera da Canicattini Bagni possa finalmente produrre effetti positivi.
