Legalità, la società civile scende in piazza contro il “Sistema Siracusa”. No a condanne lievi

“Sistema Siracusa” rappresenta, senza dubbio, uno dei casi di corruzione politico-istituzionale più gravi nella storia dell’Italia, secondo solo allo scandalo “Mani pulite” del 1992. Un’inchiesta che vede parti importanti dello Stato italiano, della Magistratura in particolare, conniventi e colluse con delinquenti professionali.Un sistema scardinato grazie al coraggio di otto magistrati, dell’ex Sindaco di Siracusa, Giancarlo Garozzo, e della sua Giunta, i quali, con le loro denunce, hanno fatto emergere quanta corruzione ai massimi livelli si celava dietro una maschera di apparente perbenismo, con un impressionante sottobosco di rapporti torbidi e relazioni equivoche, finalizzate a sobillare legalità ed interesse pubblico, per favorire  gruppi di potere ben delineati, sovvertendo sentenze giudiziarie e verità processuali. I due principali protagonisti di questa vicenda hanno chiesto di patteggiare tre anni di pena e di restituire 30 mila euro. Una richiesta che ha fatto irritare non poco l’opinione pubblica e che rischia di far venire meno la fiducia nella Giustizia ed in tutti quei magistrati i quali, invece, esercitano con dedizione e massima onestà il proprio ruolo. Il Sindaco di Siracusa, Francesco Italia, incarnando il sentimento dei siracusani onesti, nei giorni scorsi, ha inviato una lettera al Capo dello Stato ed al Ministro della Giustizia, Bonafede, affinchè si oppongano a condanne tanto lievi, che la gente onesta, oltre a non condividere, non capirebbe. Per rilanciare pubblicamente questo appello, alle ore 19 di oggi, movimenti ed associazioni cittadine, senza distinzione di bandiere e di appartenenza politica, si raduneranno nel piazzale del Pantheon per manifestare a sostegno della legalità e contro il “Sistema Siracusa”. Per le attività di corruzione in atti giudiziari di cui è stato vittima, il Comune di  Siracusa ha dovuto provvedere al pagamento di 2.800.000 euro, somma oggi  dichiarata non dovuta e che, difficilmente, potrà essere recuperata.

(foto: repertorio internet)