Formazione professionale, la denuncia del Sinalp: lavoratori come figli di un Dio minore

E’ una odissea infinita quella dei lavoratori della Formazione professionale in Sicilia, con circa 50 Enti che hanno già terminato, o stanno per completare, i corsi dell’Avviso 2/2018, iniziati tra ottobre e novembre del 2018, ma che devono ancora ricevere il primo acconto, così come previsto nel bando. Mancando tali risorse, gli Enti di Formazione si sono visti costretti a farsi carico, con fondi propri, delle spese di realizzazione delle attività (fidejussioni, assicurazioni, utenze, affitti, acquisto materiale di consumo, materiale didattico, attrezzature, versamenti INPS, etc.) ed INAIL, D.U.R.C. Etc.) venendo meno, però, all’impegno di pagare gli stipendi a docenti ed amministrativi impegnati nel comparto. La denuncia è del Sinalp Sicilia per il quale si continuano a trattare i lavoratori, complessivamente circa 4 mila, come “figli di un Dio minore”. “Stanchi della distruzione del comparto da parte del precedente Governo Crocetta” – dichiara Andrea Monteleone – “tutti noi avevamo dato fiducia all’assessore Lagalla che aveva ben illustrato le strategie di intervento per risollevare il comparto della formazione professionale, comparto strategico per il futuro della Sicilia e dei Siciliani”. Ed è proprio all’assessore alla formazione della Regione Sicilia che il Sinalp si appella, affinchè su ristabiliscano le regole, anche economiche, “prima che si inneschi” – conclude – “una nuova tragedia nel settore della formazione professionale come quella vissuta nell’Era Crocetta con la scomparsa di Enti storici e la perdita occupazionale netta di oltre 8 mila posti di lavoro”.

(foto: repertorio internet- a sinistra A. Monteleone)