Giuste le foto-trappole per gli “sporcaccioni”, ma per le buche-trappole come la mettiamo?

Se è vero che non c’è rosa senza spina è anche vero che  …non c’è strada senza buca, ovunque ma principalmente a Siracusa da dove, giornalmente, ci arrivano foto e video di “crateri” che rappresentano delle vere e proprie trappole. Oggi puntiamo i riflettori su via Lazio, nel tratto limitrofo alla casa famiglia,  per un problema che, in verità, abbiamo già toccato in passato ma che, periodicamente, si ripresenta perché, evidentemente, non si può sempre e solo fare affidamento al classico rattoppo che resiste qualche mese al massimo poi, per effetto delle piogge e dei pneumatici delle auto, va via e si riforma la buca. Se proprio non è possibile, per ovvi motivi finanziari, rifare il manto stradale in tutta la città, che si ricorra almeno ad un sistema più efficace per mettere in sicurezza queste “voragini stradali”, piuttosto che rattopparle tre/quattro volte l’anno, oltretutto con un inutile dispendio di risorse economiche. Tornando alle buche di via Lazio, per esempio, si tratta delle stesse buche, alcune oggettivamente molto pericolose, che, qualcuno in zona ormai chiama “le tele di Penelope”  visto il loro carattere quasi permanente. Lasciamo stare le automobili, perché ammortizzatori e gomme, bene o male, si possono sempre riparare, ma vogliamo pensare, per un attimo, a quei poveracci che, in sella al motorino, finiscono con la ruota dentro la buca? Vogliamo prendere in considerazione anche l’ipotesi che qualcuno di quei pezzi di asfalto può finire sotto una gomma e scaraventato ad altezza d’uomo, a destra o a sinistra, come un proiettile? E se, malauguratamente, nella traiettoria di quel “proiettile” si trova un pedone o un altro mezzo che viaggia in senso opposto?  Insomma, visto che si parla tanto di prevenzione e di attenzione per le periferie, che si dia un segnale concreto di presenza alla gente del quartiere che, su quel percorso ad ostacoli vi transita, a piedi, in auto, in bici e in moto, decine di volte al giorno e, ogni volta, deve incrociare le dita affinchè superi indenne quelle trappole.

(foto: alcune buche di via Lazio)