
La comunità parrocchiale della Cappella dell’Ospedale “Umberto I”, intitolata a San Luca Evangelista, può tirare un respiro di sollievo, dopo tre giorni di trepidazione per la salute di Frà Gabriele Falzone, cappellano del nosocomio, del quale si sospettava il contagio da Coronavirus. L’esito del test faringeo, processato all’azienda ospedaliera “Vittorio Emanuele – San Marco” di Catania ha, fortunatamente, scongiurato la presenza dell’infezione da Covid-19, riscontrando solo una forma di bronco-polmonite, curabile con i farmaci in dotazione al Sistema Sanitario Nazionale. E’ stato lo stesso Frà Gabriele a darne comunicazione, annunciando che domani in tarda mattinata sarà dimesso dal reparto. Tutto ha avuto inizio la notte tra venerdì e sabato, quando il francescano si era svegliato, improvvisamente, accusando febbre altissima e dolori al torace. Immediatamente soccorso e visitato dalla dott.ssa Antonella Franco, direttore f.f. del reparto malattie infettive, è stato subito posto in isolamento, in via precauzionale, in attesa di essere sottoposto al tampone. Pericolo scampato, quindi, per Frà Gabriele che, in queste settimane di emergenza sanitaria, si sta spendendo senza sosta all’ospedale, per dare sostegno spirituale ed anche pratico a medici, infermieri, ausiliari e pazienti. Pienamente soddisfatto per l’assistenza ricevuta, da noi raggiunto telefonicamente, ha tenuto a ringraziare tutto il personale, a cominciare dal direttore Giuseppe D’Aquila, alla dott.ssa. Antonella Franco ed a tutto il personale medico, paramedico ed ausiliario, per essergli stati costantemente vicino in questi giorni. ”Mi hanno accudito come un amico ed un fratello” – ci ha detto Frà Gabriele – “e questo mi ha fatto capire che l’ospedale è una grande famiglia, dove lavoriamo tutti per lo stesso ideale: portare Gesù accanto a chi soffre”. Adesso per lui un breve periodo di convalescenza nella sua canonica dell’ospedale “Umberto I”, durante il quale non potrà girare per i reparti perché, questa volta, dovrà necessariamente prendersi cura di se stesso, in modo da guarire in fretta e tornare a stare accanto agli ammalati.
(foto: Frà Gabriele Falzone)
