
Più dispositivi di sicurezza, nuovi turni, tamponi periodici, zone franche per sanificare le divise e alloggi riservati per ospitare chi è maggiormente esposto ai pericoli. E’ quanto chiede il Csa-Cisal per tutelare meglio il personale della Seus 118, impegnato in prima linea in questa dura battaglia contro il Coronavirus. “Per chi lavora sulle ambulanze non esistono né ferie, né smart working” – scrive Giuseppe Badagliacca in una nota inviata ai vertici Seus ed all’assessore Razza – “e il personale sta mostrando un senso del dovere encomiabile”. Tra i lavoratori, però, c’è la paura di contrarre l’infezione e di infettare i familiari. Per quanto riguarda i turni di lavoro del personale 118, per esempio, i tempi medi di intervento sono passati da un’ora a tre o quattro e per sanificare un’ambulanza, dopo il trasporto di un paziente Covid-19, spesso ci vogliono tre ore. Da qui, le richieste del Csa-Cisal, “piccoli ma fondamentali accorgimenti” – chiosa Giuseppe Badagliacca – “ per aiutare questi lavoratori a operare con serenità”.
(foto: repertorio internet. A destra, G. Badagliacca)
