
Dopo il rientro negli uffici del personale in servizio al Palazzo di Giustizia, che è stato sanificato dopo i casi di Covid-19, non si ha, però, notizia della tracciatura dei contatti, dei relativi provvedimenti adottati in caso di sintomi riscontrati nei dipendenti, dei test effettuati e delle eventuali quarantene. E’ quanto sostiene Gigi Muti, coordinatore provinciale settore Giustizia della Fp-Cgil, che non sembra affatto tranquillizzato dalle notizie rassicuranti che arrivano da parte dell’azienda sanitaria. “Si tenga conto” – scrive in una nota inviata al Presidente del Tribunale ed al Procuratore della Repubblica – “che nemmeno negli uffici della sovrintendenza ai beni culturali dove sono, come è notorio ormai in ogni parte d’Italia, deceduti il sovrintendente ed una sua collaboratrice, non sono stati attivati del tutto protocolli di salvaguardia del personale e molti dipendenti venuti in contatto” – prosegue Muti – “non sono ancora stati sottoposti ai test di positività”. Il rappresentante sindacale della Cgil, definisce il pronto soccorso “un vero campo di battaglia”, per via dei continui casi di medici e paramedici che rimangono contagiati. Infine, qualche interrogativo: “Come poteva aumentare il numero dei contagiati se in moltissimi casi i malati sono stati rimandati a casa? Come potevano risultare positivi i cittadini che non venivano sottoposti ai test? Se ogni provvedimento organizzativo è stato posto in essere secondo i protocolli dettati dal Ministero della Sanità come mai la ragione siciliana ha immediatamente predisposto un team di esperti per affiancare i loro colleghi di Siracusa? Questi i dubbi di Gigi Muti, che, chi di dovere, non mancherà, certo, di chiarire.
(foto: la sede della Cgil di Siracusa)
