Meno di 500 persone ricoverate per il Covid-19 e terapie intensive occupate per circa il 10%. Numeri certamente incoraggianti per la Sicilia che, da lunedì 4 maggio, così come prescritto dal governo nazionale, allenterà alcune restrizioni. Guai, però, a pensare che l’emergenza si sia conclusa perché il Coronavirus è sempre in circolazione e abbassare la guardia, in questa “fase 2”, sarebbe un errore che potrebbe costare carissimo.
E’ un appello alla prudenza quello dell’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, per il quale “il maggior contatto tra le persone anche per ragioni di ordine lavorativo, potrebbe determinare una graduale crescita delle curve che, oggi, sono molto controllate”. Bisogna, insomma, imparare a convivere con il virus, almeno fino a quando non sarà disponibile una cura o un vaccino. Dal 4 al 18 maggio saranno giornate fondamentali per comprendere come si evolverà la situazione epidemiologica in Sicilia e capire se il peggio sia davvero passato. In tal senso, in previsione di una quarta ondata di arrivi dalle regioni del nord e, quindi, di una possibile impennata dei contagi, si raccomanda l’obbligo della quarantena e quello di registrazione sul sito siciliacoronavirus.it. Ovviamente rimangono confermate tutte le altre misure di sicurezza, cioè distanziamento sociale, divieto di assembramenti, uso dei dispositivi di protezione individuale.
