Rischio contagio e “fase 2”, se questa si chiama ripartenza … siamo messi davvero male!!!

Forse i timori degli esperti, circa una impennata della curva dei contagi, nei prossimi 15 giorni, più che previsioni sono certezze! Basta fare un giro per la città, per rendersi conto di quanta gente non abbia capito assolutamente nulla di quello che ci viene raccomandato in tutte le salse, in televisione, sulla carta stampata e sui social. Il coronavirus non è stato affatto debellato, il maledetto “nemico invisibile” è  ancora in giro in mezzo a noi, forse, in questo inizio di “fase 2” ha già colpito, ma ce ne accorgeremo tra una decina di giorni. E attenzione perché questo signor Covid-19 non guarda in faccia proprio nessuno e nessuno deve sentirsi escluso!

Come non condividere la preoccupazione del nostro sindaco, Francesco Italia che, sulla sua pagina Facebook, ha pubblicato una foto scattata questo pomeriggio all’ingresso della pista ciclabile “Rossana Maiorca”?  Gente di ogni fascia anagrafica, giovanissimi, bambini sdraiati al sole, assembrati sulle scalinate del Monumento ai Caduti e sui sedili. E le raccomandazioni sul distanziamento sociale? E l’obbligo di utilizzare le mascherine protettive? E i guanti? E la prudenza? E il senso di responsabilità? E i motivi di urgenza, di lavoro o di salute? “Comprendo la voglia di tornare a vedersi” – commenta il sindaco – “ma bisogna rispettare le regole e rispettare la vita”. Già, la vita quella che, poi, pretendiamo ci venga salvata dai medici dell’ospedale, quando finiamo in corsia al reparto malattie infettive, o in sala rianimazione, ma che facciamo di tutto per mettere a repentaglio! Quell’immagine di gente al sole, in uno dei luoghi più suggestivi della città della Sicilia e dell’Italia, è quanto di più naturale e bello possa esserci, specialmente in questa stagione. Però siamo in “guerra” e il nemico non arriva con gli aerei o con i carri armati  e ci da il tempo di scappare e nasconderci. Questo nemico è dietro ogni angolo, potenzialmente dietro ogni persona con la quale ci incontriamo e, se continuiamo di questo passo, gli renderemo la vita più facile perché saremo noi ad andargli incontro, a raccoglierlo in qualche piazza, su qualche sedile, dal “ciao” ravvicinato di qualche amico. Lo accoglieremo dentro di noi, lo alimenteremo con le nostre cellule, lo porteremo a casa,  lo passeremo ai nostri figli, ai nostri genitori, ai nostri nonni, ed a quanti vogliamo più bene. E’ davvero questo che vogliamo?

(foto: dalla pagina Facebook Francesco Italia sindaco di Siracusa)