Troppi irresponsabili alla pista ciclabile, il sindaco Francesco Italia ne dispone la chiusura

Per colpa di qualcuno … non si fa credito a nessuno”! Qualcuno ricorderà, certamente, queste parole scritte sul cartello dietro la cassa delle botteghe, alcuni decenni fa. Oggi, parafrasando quel messaggio e adattandolo alla particolare situazione che stiamo vivendo, potremmo dire “Per colpa di qualcuno … alla pista ciclabile non ci va più nessuno!” Per coloro i quali, dopo la riapertura di lunedì, hanno ripreso a frequentare  quei 6.7 chilometri di percorso tra mare e natura, l’Ordinanza di (ri)chiusura non rappresenta, affatto, un elemento di sorpresa, anzi tutt’altro.  In questi sei giorni, alla pista ciclabile si è vista, infatti, tantissima gente fare attività fisica in maniera corretta e rispettando la distanza di sicurezza, ma si è vista, purtroppo, anche tanta negligenza e irresponsabilità. Gente che fa jogging in gruppo, spalla a spalla, chiacchierando l’un l’altro e senza mascherina. Ma lo sanno questi esperti podisti che, proprio sotto sforzo fisico, le famose “goccioline” di saliva fuoriescono in maniera più copiosa e veloce? Lo sanno che, in quelle condizioni, la corsetta in gruppo può risultare molto, molto dannosa per quel gruppo e per quanti, poi, avranno contatti con ciascun componente di quel gruppo? Ha fatto bene, quindi, il sindaco a togliere la paglia dal fuoco e disporre nuovamente la chiusura della pista ciclabile “Rossana Maiorca” che, da oggi, potrà essere solamente attraversata per recarsi sulla scogliera. “Le misure di allentamento del blocco non significano che siamo fuori dall’emergenza ma semplicemente che si sta tentando un faticoso e lento ritorno alla normalità”. Queste le parole di Francesco Italia che, sia pur dispiaciuto per il provvedimento, ha dovuto, necessariamente, mettere al primo posto la tutela della salute pubblica. In verità, Siracusa rispecchia il trend nazionale perché un po’ in tutta l’Italia, si stanno registrando assembramenti ai parchi come nel mercatini rionali e davanti ai bar. Evidentemente è stato facile per il governo centrale, aprire la “fase 2” affidandosi al senso di responsabilità degli italiani, chiedendo il rispetto del distanziamento sociale e l’uso dei dispositivi di protezione individuale. Poi, però, al momento di fare i conti con il Paese reale, ci stiamo accorgendo che, in quanto a senso di responsabilità siamo decisamente carenti, a nord come a sud.  La parte del lupo cattivo, insomma, la dovranno fare, necessariamente, i sindaci perché è su di loro che ricadono i compiti di fare rispettare le regole, di controllare se al parco giochi c’è un numero di fruitori superiore al consentito  o se, come nel caso della pista ciclabile, ci sono tanti Pietro Mennea e  Karl Lewis che hanno necessità di allenarsi in gruppo! A proposito, occhio perchè ci sono i Vigili Urbani che, adesso, vigileranno sull’osservanza del divieto e la multa per i trasgressori parte da 400 euro ma può arrivare fino a 3 mila.

(foto: archivio siracusa2000)