Dal nord al sud, la rabbia delle “mascherine tricolori”. “Questo governo vada a casa”

E’ in continua crescita la partecipazione al movimento delle “mascherine tricolori” che si è costituito durante il periodo del lockdown e che stiamo imparando a conoscere per le loro manifestazioni settimanali del sabato. Ieri è stata la loro quinta uscita consecutiva, con sit-in che si sono svolti in contemporanea nelle principali piazze italiane. Nella capitale, centinaia di “mascherine tricolori” si sono date appuntamento in piazza Montecitorio. Presenti commercianti, imprenditori, operatori del turismo, tassisti, partite Iva e rappresentanti delle tante categorie produttive in grave difficoltà economica dopo la chiusura del Paese e che stentano a ripartire.

Tutti, ad un certo punto della manifestazione, si sono tolti la mascherina per dimostrare che il Tricolore è un segno di appartenenza. In Sicilia iniziative si sono svolte a Palermo, Catania e Siracusa, in piazza Santa Lucia. Univoche, da nord a sud, le loro richieste: sanatoria per tutte le multe elevate durante l’emergenza coronavirus; blocco del pagamento delle tasse fino al 31 dicembre 20202; contributi a fondo perduto e senza intermediazione delle banche; regole meno stringenti, soprattutto per ristoranti e bar che rischiano di non potere riaprire.

Nel ribadire a gran voce che questo governo deve andare a casa e che la parola torni al popolo, le “mascherine tricolori”, hanno annunciato, per il mese di giugno, una manifestazione nazionale a Roma.

(foto: la manifestazione di piazza Santa Lucia)