
Anche ieri, sesto sabato di protesta, sono stati migliaia gli italiani scesi in piazza, in tutta l’Italia, aderendo all’iniziativa delle “mascherine tricolori”, un nuovo movimento nato dalla disperazione di tantissimi lavoratori che, con l’emergenza sanitaria, si sono ritrovati senza lavoro.
Complici anche le misure adottate dallo Stato per la ripartenza dell’economia, ritenute insufficienti, le “mascherine tricolori” stanno registrando sempre maggiori adesioni e sono sempre di più i cittadini, a Milano come a Roma, Catania e Siracusa che si riconoscono nel movimento e si uniscono al coro di chi non ce la fa più ad andare avanti.
Sotto accusa il governo nazionale che non sembra saper gestire bene la grave crisi economica che sta attraversando il Paese. “Da settimane” – gridano le ‘mascherine tricolori’ – ”ci troviamo a denunciare una situazione che sembra immutabile: cassa integrazione in ritardo, aiuti inesistenti per le imprese, fasce più deboli della popolazione abbandonate a loro stesse”.

Basta con gli annunci, insomma, e via con i fatti concreti e per fatti concreti, le “mascherine tricolori” intendono, per esempio, la sanatoria per tutte le multe elevate durante l’emergenza sanitaria, il blocco delle tasse per le imprese per tutto il 2020, la concessione di contributi a fondo perduto direttamente sul conto corrente dei lavoratori e senza l’intermediazione delle banche.

“E pretendiamo che lo stato d’emergenza” chiosano – “non venga prolungato per altri sei mesi”. Ieri,, dunque, il VI atto della protesta, civile, pacifica e nel rispetto del distanziamento sociale, che ha riguardato anche Siracusa dove le “mascherine tricolori” si sono date appuntamento, ancora una volta, in piazza Santa Lucia. Sabato prossimo di nuovo in piazza, stavolta con una manifestazione regionale che si svolgerà a Catania, in preparazione della grande manifestazione unica a Roma, con la partecipazione delle “mascherine tricolori” di tutta Italia.
(fotocopertina: la manifestazione in piazza Santa Lucia a Siracusa)
