L’ultima Ordinanza del presidente della Regione, con le nuove prescrizioni antiCovid, sta sollevando non poche critiche sui social e nelle opposizioni, che non hanno digerito il fatto che migranti e giovani siano stati additati quasi come responsabili dell’aumento del numero dei contagi in Sicilia.
A prendere posizione oggi è il segretario regionale del Pd, Anthony Barbagallo, per il quale “dopo avere allentato le briglie e mentre la stagione turistica è in corso, il Governo regionale si è svegliato dal torpore ed emette una ordinanza, in pieno agosto, quando la Sicilia è già balzata al primo posto in Italia per il numero di contagi da Covid”.
“Siamo rimasti basiti” – scrive – “dall’ennesimo atto di cinismo volto a scaricare le responsabilità ad altri piuttosto che assumersi le proprie”.
Barbagallo non risparmia nemmeno l’assessore alla salute, Ruggero Razza, accusando di scaricare le inefficienze del governo regionale su migranti e fasce deboli.

Dura la critica anche sulle nuove norme anti assembramento sia al chiuso che all’aperto.
”Forse l’assessore e il presidente della Regione” – prosegue – “non sono ancora a conoscenza degli assembramenti negli eventi organizzati dalla Regione che hanno fatto il giro del mondo.
Le fotografie e i video che testimoniano l’ammassamento indiscriminato e l’assenza di controlli” – chiosa – “sono a disposizione sul web e sui social”.
Alle critiche del segretario regionale Barbagallo, fanno eco quelle del capogruppo de Pd all’Ars, Giuseppe Lupo.
“Il presidente Musumeci” – si legge in una nota – “prevede controlli e ingressi limitati nei locali e negli esercizi pubblici, ma continua a permettere la deroga al distanziamento sui mezzi pubblici di trasporto, compresi i bus urbani delle località turistiche: in pratica ci si può ‘ammassare sull’autobus’ ma una volta scesi si entra uno ad uno in discoteca, e lì” – conclude Lupo – “bisogna stare distanziati”.
(foto: il segretario del Pd siciliano, A. Barbagallo. A destra archivio siracusa2000 e repertorio internet)
