Covid 19. Operatori del 118 Seus in prima linea, ma per loro solo elogi e pochi fatti concreti!

Meno elogi e più fatti per il personale del 118 Seus che, ormai da 8 mesi è in primissima linea nella lotta al Coronavirus. E per fatti, come sostiene il Csa Cisal, si intendono sanificazioni e massima sicurezza.

“Non è pensabile” – scrivono  Giuseppe Badagliacca e Claudio Dolce – “che, in piena pandemia, i luoghi in cui gli operatori si cambiano non vengano sanificati o che i cestini trabocchino di tute e mascherine senza che nessuno li svuoti, né” – proseguono – “che i tempi per sanificare i mezzi siano così lunghi da lasciare intere zone scoperte per ore, rivolgendosi poi alle ambulanze private con costi esorbitanti a carico dei cittadini”.

Rivolgendosi al presidente della Regione, Musumeci, all’assessore alla Salute, Razza, ed al presidente della Seus, Croce, il Csa Cisal, denuncia che “in molti siti per la sanificazione non esistono percorsi differenti per chi è pulito e chi no, col risultato che i rischi di contagi fra i dipendenti sono in aumento”.

Altre criticità sono rappresentate dal servizio radio, per le comunicazioni tra le ambulanze, che andrebbe potenziato ed, infine, l’annunciato bonus una tantum di 1000 euro per il personale che, a tutt’oggi, è rimasto solo sulla carta.

(foto: immagini da FB)