Sarà una piazza Duomo assolutamente inusuale quella che si presenterà domenica 13 dicembre a Siracusa. Non ci saranno, infatti, le migliaia di fedeli, non ci sarà la banda musicale, non ci sarà il discorso dell’arcivescovo dal palazzo Arcivescovile, non ci saranno le telecamere e, soprattutto, non ci saranno il simulacro e le reliquie di Santa Lucia.

Come è stato per maggio, il Covid 19 ha fatto annullare anche la tradizionale processione da piazza Duomo alla Basilica di Santa Lucia fuori le mura in Borgata.
Quella di quest’anno sarà una Festa di Santa Lucia tutta spirituale, vissuta all’interno della Cattedrale e senza eventi esterni. Il simulacro verrà traslato a porte chiuse e resterà esposto sull’altare maggiore per tutto l’Ottavario.
L’ingresso in Cattedrale, così come previsto dal DPCM, già dalla mattina del 12 dicembre e la sera per i Primi Vespri Solenni e fino al 20 dicembre, sarà contingentato, ma i fedeli capiranno che si tratta di un sacrificio che ci è richiesto per tutelare la salute di tutti.
Quest’anno sarebbe stata, certamente, una Festa molto più partecipata, non solo perché cadeva di domenica, cosa che avrebbe portato a Siracusa molto più gente da fuori città e dalle altre province dell’isola, ma anche per almeno altri due ordini di motivi: la processione avrebbe visto, infatti, la presenza del nuovo arcivescovo, mons. Francesco Lomanto, e quest’anno ricorre il 30.mo anniversario del terremoto del 13 dicembre 1990, passato alla storia come il “terremoto di Santa Lucia”.

Purtroppo è andata così, il Covid 19 può fermare le processioni, ma non certo la fede ed il culto di Santa Lucia, a Siracusa e nel mondo.
Ci rifaremo per la Festa del Patrocinio, a maggio, e con questo augurio, ci prepariamo ad incontrarla aprendo i nostri cuori, al grido di “sarausana jè, viva Santa Lucia!”
(foto: archivio siracusa2000)

