Manifestare sostegno ai lavoratori della Sanità, spesso precari e sottopagati, che, in questi mesi di pandemia, sono in prima linea per garantire assistenza e cure ai malati di Covid.
Questo l’obiettivo del flash mob che Rifondazione Comunista ha organizzato, questa mattina, davanti all’ospedale “Umberto I” di Siracusa.
Sotto accusa i tagli agli investimenti, le privatizzazioni, la riduzione di personale e stipendi, in un comparto che, invece, deve essere rafforzato e rinnovato, così come quello della scuola, dei trasporti, dei servizi alla persona.

Per Rifondazione Comunista, con le risorse del Recovery Fund ci saranno le condizioni per “assumere, subito, 500 mila lavoratrici e lavoratori stabili e realizzare consistenti aumenti salariali in tutti i settori della pubblica amministrazione, per avvicinare, quantomeno, l’Italia agli standard europei”.
“Reinternalizzare” i servizi dati in appalto con il riassorbimento del personale coinvolto, cancellare tutte le forme di precarietà e ripristinare i contratti a tempo pieno e indeterminato. Questi alcuni interventi che Rifondazione comunista ritiene necessari per il rilancio della Pubblica Amministrazione.
Per Francesco Pasqua, portavoce del circolo Prc “La Borgata”, occorre “investire sulla qualità del servizio pubblico e sull’allargamento dei servizi per i cittadini e il sistema produttivo”.
“In tutte le statistiche mondiali” – scrive – “emerge in modo chiaro e netto che solo i Paesi con un efficiente e vasto sistema pubblico hanno standard di vita e produttività del lavoro in grado di affrontare la competizione globale e le sfide del futuro”.
(foto: il flash mob all’ospedale “Umberto I”)
© Riproduzione riservata

