Non dovrebbero esserci più ostacoli alla stabilizzazione dei precari degli Enti Locali siciliani, impegnati nelle Attività Socialmente Utili dalla metà degli anni ’90 che hanno, finalmente, incassato il via libera della Giunta regionale, d’intesa con la Commissione Bilancio dell’Ars.

Una svolta nella vita lavorativa e sociale per circa 4600 padri e madri di famiglia, alla soglia dei 50 anni, “per troppo tempo” – ha detto il presidente della Regione, Nello Musumeci – “rimasti pegno umano della peggiore politica”. Il riferimento, ovviamente, è al lunghissimo percorso fatto di incertezze, promesse ed impegni disattesi, proroghe vissuto per oltre due decenni dai precari Asu.

La stabilizzazione presso le Amministrazioni comunali, la Asp e le Camere di Commercio, dove già prestano attività lavorativa, non comporta aumenti di spesa, come commentano gli assessori regionali Antonio Scavone, Marco Zambuto e Gaetano Armao, “e restituisce dignità a migliaia di famiglie siciliane”.
Soddisfazione è stata espressa anche da Danilo Lo Giudice, giovane deputato regionale di “Sicilia Vera” che, come lui stesso scrive, quando vennero avviati gli Asu ,” probabilmente io ancora giocavo con le macchinette”.
Credo” – commenta – “che oggi abbiamo scritto una pagina importante, gettando le basi per chiudere definitivamente la pagina del precariato in Sicilia”.
Per il presidente di Anci Sicilia, Leoluca Orlando, “il parere favorevole rilasciato, in queste ore, dal Governo regionale d’intesa con la Commissione Bilancio dell’Ars fa certamente ben sperare in una soluzione definitiva e nell’uscita dal precariato per questa categoria di lavoratori”.
Fiduciosi ma pronti a tenere alta la guardia, i sindacati, oggi in piazza a Palazzo dei Normanni, a sostegno degli Asu in questa ennesima manifestazione. La strada è ancora lunga e avvertono “ora vigileremo fino a conclusione del percorso di stabilizzazione”.
Manca, infatti, l’ultimo tassello: il voto definitivo dell’Aula.
(foto: il sit-in a Palazzo dei Normanni)

