
La nomina dei nove delegati di quartiere continua ad essere al centro della discussione politica e della polemica e c’è chi, come Pippo Zappulla e Ninni Gibellino, domanda “per fare cosa e quali sono stati i criteri di scelta”.
I due rappresentanti di ArticoloUno parlano di democrazia più povera, considerata anche l’assenza del Consiglio comunale, e manifestano perplessità circa il reale svolgimento, da parte dei delegati, del ruolo al quale sono stati chiamati..

Per l’Amministrazione comunale risponde l’assessore Fabio Granata che getta acqua sul fuoco delle polemiche, ricordando che ad abrogare le Circoscrizioni è stata l’Ars e non il sindaco Italia, così come il Consiglio comunale è stato sciolto in virtù di una Legge Regionale, “vigente all’epoca del clamoroso autogol del consiglio stesso”.
Per quanto riguarda le nomine dei nove delegati, Fabio Granata chiarisce che si tratta di uomini e donne “legati da un patto fiduciario” al sindaco Francesco Italia “e solo insieme a lui dovranno svolgere il proprio ruolo di cittadinanza attiva per evidenziare le istanze dei quartieri della città”.
In ogni caso sono persone che hanno avuto un ruolo nelle vecchie Circoscrizioni e che,“a titolo assolutamente gratuito” – conclude – “agevoleranno il confronto tra i cittadini dei singoli nove quartieri e il sindaco stesso”.
(foto: Palazzo Vermexio)
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