Siracusa. Incolumità fisica a rischio per l’utenza chi si reca al “Rizza” di viale Epipoli

“Ma perché non mettono un semaforo?” Una domanda da un milione di dollari quella che si pongono i siracusani che, per vari motivi, si recano al CUP dell’Asp 8 , da sei mesi ubicato all’interno dell’ospedale “Rizza” in viale Epipoli.

Se nella vecchia sede di via Brenta, il problema principale per gli utenti, era quello degli spazi e, quindi, degli eventuali assembramenti nei corridoi, adesso, a parte agli assembramenti e alle attese sotto il gazebo (ma pur sempre al freddo!) c’è quello dell’incolumità fisica.

Uscire dal cancello dell’ospedale “Rizza”, nelle ore di maggior affluenza di pubblico, quindi tra le 10 e le 12, è, infatti, alquanto rischioso, non certo per responsabilità dell’Azienda Sanitaria bensì per via del traffico veicolare che, in quella fascia oraria, è piuttosto sostenuto.

Qui c’entra il senso civico degli automobilisti, spesso carente, perché molti non tengono conto che, oltre ad essere in pieno centro abitato, si è in prossimità di un presidio ospedaliero e bisogna procedere con a velocità moderata.

La situazione di pericolo esiste tanto per chi esce dal “Rizza” con l’auto, perché molti “piloti” che procedono da destra o da sinistra, forti del diritto di precedenza, prestano poca attenzione al “povero cristo” di turno che deve immettersi sul viale Epipoli, quanto per i pedoni.

Raggiungere il CUP col trasporto pubblico è, oggettivamente, poco agevole giacchè la zona non è sufficientemente coperta dal servizio, quindi, gran parte dell’utenza deve fare ricorso all’auto privata e, di conseguenza, il parcheggio interno alla struttura sanitaria pur se capiente, non basta a contenere tutte le auto che vanno e vengono.

Non resta che arrangiarsi, insomma, e lasciare l’auto fuori dal “Rizza”. E qui veniamo alla seconda tipologia di rischio: quello che corrono i pedoni.

Di fronte al cancello d’ingresso c’è, infatti, uno spazio che è diventato un vero e proprio parcheggio cosa che, ad onor del vero, è risultata di grande utilità perché permette, quantomeno, di arrivare a poche decine di metri dagli sportelli e dagli ambulatori.

Il problema, però, è attraversare la strada perché, pur essendoci le strisce pedonali ( un po’ sbiadite … in stile siracusano ma, comunque, visibili), c’è sempre quel discorso dei “piloti”, che si mostrano poco sensibili davanti ad un pedone.

Poco importa se il “povero cristo” di turno sia anziano con difficoltà motorie ed una corposa cartella clinica sotto il braccio, perché il rischio di ritrovarselo sbattuto sul muro di cinta del “Rizza” non è tanto remoto, anzi tutt’altro.

Torniamo, così, a quella domanda da un milione di dollari: perché non mettono un bel semaforo intelligente, per mettere in sicurezza quanti si recano al CUP dell’Asp 8 (che hanno già i loro bei problemi di salute!)?

Ovviamente la cosa non compete all’Azienda Sanitaria che, probabilmente, da parte sua si sarà già mossa in tal senso, bensì all’Amministrazione comunale. Ed è a Palazzo Vermexio che giriamo la domanda, anche se è facile intuire quale potrebbe essere la risposta.

Però, nell’interesse di tutti, crediamo che, almeno, un Vigile Urbano a presidiare la zona un paio d’ore al mattino, non richieda complicati studi di fattibilità, progetti esecutivi, investimenti di risorse straordinarie e tempi biblici. Basta un ordine di servizio!

(fotocopertina: l’ingresso dell’ospedale “Rizza”)

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