
Si è svolta questa mattina, nella sede della Direzione generale dell’Asp 7, in piazza Igea a Ragusa, la cerimonia di intitolazione della ex Cappella a Saverio Armenia e Gianni Russo, i due infermieri morti di covid, a distanza di un mese l’uno dall’altro.
58 anni, vittoriese, tecnico di Rianimazione all’ospedale “Guzzardi” di Vittoria, Gianni Russo si è spento il 18 novembre dello scorso anno.

Alcune settimane dopo, l’11 dicembre, il virus si è portato via anche Saverio Armenia, 50 anni, originario di Pozzallo, che prestava servizio al Pronto Soccorso dell’ospedale “Giovanni Paolo II” di Ragusa.
Due storie parallele accomunate purtroppo, dallo stesso epilogo, quelle di Gianni e Saverio, due stimati professionisti che, sin dall’inizio della pandemia, si sono spesi per dare assistenza e cure ai malati di covid nei loro rispettivi ospedali, ignari che quel maledetto virus che stavano combattendo avrebbe, poi, spezzato anche le loro vite.
A benedire la targa, alla presenza del direttore generale dell’Asp 7, Angelo Aliquò e dei familiari dei due sfortunati infermieri, è stato padre Giorgio Occhipinti.
“Saverio e Gianni resteranno sempre nel cuore di tutti noi”, ha detto Aliquò, sottolineando quanto sia rischioso il lavoro per quanti, come Saverio Armenia e Gianni Russo, sono impegnati in prima linea negli ospedali.
“Non voglio chiamarli eroi” – ha detto ancora il direttore generale dell’Asp 7 – “perché è un termine abusato”.
Alle famiglie una targa dell’azienda che, certamente, non potrà riportare in vita Gianni e Saverio ma che testimonierà il vuoto immenso che hanno lasciato, perpetuandone il ricordo in quella ex cappella che, da oggi, porterà i loro nomi.
(foto: da sinistra, padre G. Occhipinti, ed il d.g. dell’Asp 7, A. Aliquò, con alcuni familiari)
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