Quattro parlamentari regionali hanno scritto al presidente Nello Musumeci e agli Assessori Cordaro e Scilla, chiedendo di bloccare l’inizio della stagione venatoria, previsto per il prossimo 1 settembre.
Valentina Palmeri, prima firmataria, Claudio Fava, Giampiero Trizzino e Salvatore Siragusa ricordano che il calendario venatorio è stato approvato a fine luglio, vale a dire poco più di una settimana prima che la Giunta decidesse di applicare, per la prima volta, le norme eccezionali della legge regionale 13/20 sullo stato di emergenza.

Nell’interpellanza si fa riferimento al parere critico dell’I.S.P.R.A. – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale sulla bozza del calendario, che ha evidenziato come modalità e tempi della caccia, sarebbero “incompatibili” con la situazione ambientale, climatica ed ecologica.
L’I.S.P.R.A. ha, infatti, invitato ad adottare “Limitazioni all’attività venatoria a causa della siccità e degli incendi che hanno colpito il Paese”.
Stessa presa di posizione anche da parte delle associazioni ambientaliste che hanno, formalmente, diffidato il governo regionale, chiedendo di sospendere del tutto la stagione venatoria 2021-2022 o, almeno, di prevedere una sua interdizione per una superficie del territorio agro-silvo-pastorale, oggi destinata alla libera caccia, pari alle superfici naturali e seminaturali perse, oltre che a tutte le aree limitrofe a quelle incendiate, “dove hanno trovato e troveranno rifugio gli animali scampati agli incendi”.
I quattro deputati chiedono, inoltre, l’istituzione di un “tavolo tecnico di monitoraggio e verifica” dell’esercizio della caccia con lo stato ecologico ed ambientale, aperto anche agli ambientalisti ed al mondo scientifico.
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