
Sta facendo discutere parecchio, un articolo pubblicato da un quotidiano online di Catania, non più di quattro giorni fa, relativo alla sperimentazione, nel reparto malattie infettive dell’ospedale “Garibaldi” di Nesima (Catania), di un farmaco per la cura del covid.
L’Ivermectina, questo il nome del farmaco, un antiparassitario, somministrato per qualche mese avrebbe portato alla guarigione di una settantina di malati, metà dei quali, giudicati in condizioni severe. A questo punto, come avrebbe detto il buon Antonio Lubrano “mister Diogene”, la domanda nasce spontanea: perché non lo si utilizza subito?
Il direttore del reparto, prof. Bruno Cacopardo, in verità, ha inviato formale richiesta di autorizzazione all’AIFA – Agenzia Italiana del FArmaco che, però, non si è ancora pronunciata.
Nel frattempo, però, una risposta è arrivata da Palermo, dall’assessorato regionale alla Salute che, rifacendosi ala presa di posizione dell’EMA, ha vietato l’utilizzo di quel farmaco per la cura del coronavirus.
Una vicenda, quantomeno curiosa, visto che con una spesa di appena 12 euro (tanto è il costo del farmaco) al “Garibaldi” hanno dimostrato di poter curare la malattia; una vicenda sulla quale prende posizione Risorgimento Socialista, che, con una lettera aperta, chiama in causa il senatore Pierpaolo Sileri, sottosegretario al ministero della Salute.
Domande legittime quelle che pone il coordinatore provinciale del movimento politico, Giuseppe Rossitto, che rispecchiano il pensiero popolare, considerato che il problema riguarda tutti, nessuno escluso.
In pratica, Risorgimento Socialista vuole sapere se il sottosegretario è a conoscenza della sperimentazione effettuata dal prof. Cacopardo al “Garibaldi” di Nesima (Catania) e dei risultati positivi ai quali ha portato, se conosce il provvedimento di divieto adottato dalla Regione Siciliana, senza attendere il pronunciamento dell’AIFA, e se lo condivide.

E, siccome, il silenzio dell’Agenzia Italiana del Farmaco, sulla richiesta di autorizzazione all’uso dell’Ivermectina, lascia non poche perplessità, Giuseppe Rossitto chiede al senatore Sileri di attivarsi al fine di verificare se, in questa vicenda, vi siano state omissioni dovute a negligenza o imperizia da parte degli uffici preposti.
Insomma chiarezza e tempestività ciò che chiede Risorgimento Italiano anche perchè, ogni giorno che passa, la lista dei deceduti si allunga sempre più e non è possibile assistere a queste lungaggini burocratiche quando, nel frattempo, parecchie vite potrebbero essere salvate.
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