
CGIL, CISL e UIL, in tutte le proprie articolazioni, sono sempre state baluardo e presidio di legalità ed esprimono con forza tutta la propria indignazione per quanto accaduto recentemente nella nostra Città.
Il susseguirsi di episodi intimidatori consumati con logiche criminali ai danni di operatori economici, la cui spiegazione non è certamente riconducibile ad alcun abbassamento del livello di guardia da parte di chi, preposto alla sicurezza del territorio, continua a difendere i cittadini e combattere i poteri criminali.
Trova, invece, le sue radici soprattutto nell’imbarbarimento sociale della nostra comunità che ha smarrito la cultura della legalità precipitando nel crescente degrado morale.

Sacche sociali sempre più ampie sono relegate ai margini della nostra composizione sociale e territoriale, divenendo facile preda di associazioni criminali sempre alla ricerca di manovalanza prezzolata.
Occorre ricostruire dalle fondamenta una cultura della legalità ad ogni livellocapace di ridare un senso civile e di fiducia alla vita delle persone, a partire dal rispetto delle regole di cittadinanza e di legalità nel lavoro e per il lavoro, unico baluardo per ridare dignità alle famiglie, tante, oggi in profonda sofferenza e in qualche caso pericolosamente esposte al rischio di devianza.
L’assenza di lavoro, così come il lavoro nero o grigio o ancora quello povero e privo di diritti – è un brodo di coltura che va velocemente prosciugato contro cui lottiamo strenuamente da anni e troppo spesso da soli.
Politica, istituzioni, sindacati e associazioni datoriali si uniscano in una alleanza sociale in grado di invertire una rotta che rischia sempre più di sfuggire a qualunque controllo in termini di legalità, di lotta alla criminalità organizzata e di dignità sociale della nostra comunità e che sostenga con forza il lavoro quotidiano e incessante delle forze dell’ordine. (R. Aloisi,Cgil, V. Carasi, Cisl, L. Lionti,Uil)
(foto: archivio siracusa2000)
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