
Esprimo tutta la mia soddisfazione nell’apprendere l’assoluzione perché “il fatto non sussiste” del consigliere delegato e dei funzionari dell’INDA coinvolti nel processo per presunte fatturazioni false relative a manifestazioni e a operazioni inesistenti.
Il processo si conclude come non poteva che concludersi vista la assurdità delle accuse rivolte e analogamente a come si è concluso, tempo addietro, l’altro processo relativo ai finanziamenti ottenuti dalla Fondazione, con l’assoluzione di tutti gli imputati.
Per gli accusati di entrambi i processi sono stati anni pesanti vissuti in modo traumatico con sofferenza personale.
Oggi finalmente con questa ulteriore sentenza si chiude un capitolo non certo edificante che ha gettato fango gratuito su una Fondazione come l’INDA vanto della nostra Città.
Non è mia intenzione polemizzare ma non può disconoscersi che anche questi processi iniziano in un periodo particolarmente buio e fanno il paio con altri procedimenti anch’essi finiti nel nulla.
Spero che tutti quei politici che all’epoca si prodigarono con numerose e generose dichiarazioni animati da un giustizialismo d’accatto puntando l’indice accusatore contro tutti gli imputati, sicuri della loro colpevolezza e asserendo che l’INDA era stata gestita male e da un pugno di gente dedita all’imbroglio, ora che chiarezza è stata fatta su tutta la linea, abbiano il coraggio di ammettere di essersi clamorosamente sbagliati.
Infine una domanda: chi paga per tutto questo? ( Roberto Visentin – già Sindaco di Siracusa e Presidente INDA)
(foto: archivio siracusa2000)
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