Ragusa. Il vescovo La Placa alla marcia per la pace, la chiesa cammina insieme al popolo

Anche la comunità ragusana in piazza per la pace in Ucraina, e “per ribadire” – sono parole del sindaco Peppe Cassì, – “quei valori di libertà, di giustizia, di democrazia, che sono in gioco in questa guerra e che vanno assolutamente difesi”.

Ieri sera, messe da parte le singole ideologie partitiche e sanitarie, i ragusani, unitariamente, hanno voluto fare sentire il loro dissenso ad un conflitto che rischia di accrescere ulteriormente la crisi economica, oltre che sacrificare migliaia di vite umane innocenti.

“La prevaricazione del più forte” – continua Cassì – “non è accettabile in nessun campo e in nessun luogo, a maggior ragione” – sottolinea – “in un’Europa che da 70 anni ha dimostrato che è possibile vivere insieme secondo irrinunciabili principi di rispetto e solidarietà”.

La marcia di tutti quella di ieri sera, che ha preso il via da piazza San Giovanni, su iniziativa di Cgil, Anpi ed Amministrazione comunale, per raggiungere piazza del Popolo.

Al corteo si è aggiunto anche il vescovo della Diocesi di Ragusa, mons. Giuseppe La Placa che, dopo aver celebrato la Santa Messa del mercoledì delle Ceneri nella Cattedrale di San Giovanni Battista aprendo, quindi, il cammino Quaresimale, ha voluto dare un segnale forte a quanti, in questo momento, decidono il destino del mondo.

mons. G. La Placa durante la Santa Messa in Cattedrale

“E’ importante che il vescovo si unisca a questa marcia” – ha spiegato mons. La Placa ai giornalisti – “perché è segno di una chiesa che cammina insieme al popolo”.

E, su disposizione del vescovo, da ieri e fino al 5 marzo, in tutte le parrocchie della Diocesi si pregherà per la Pace in Ucraina e nel resto del mondo, nel corso della Quarantore per la Pace, con l’esposizione solenne del Santissimo Sacramento.

Da Ragusa, insomma, un categorico “no alla guerra” che, oltretutto, arriva in un particolare momento storico, in cui il mondo intero sta combattendo un’altra “guerra”, quella contro un nemico invisibile chiamato covid.

(fotocopertina: il corteo di ieri sera- immagini di Salvo Bracchitta)

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