
Una notizia che fa, certamente, male alle Istituzioni, a tutti gli uomini e donne in divisa che svolgono con onestà e spirito di servizio il loro lavoro, e alla società, quella dei tre poliziotti finiti nei guai con la Giustizia, accusati a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e cessione di sostanze stupefacenti e psicotrope, corruzione, peculato e falso in atto pubblico.
L’ordinanza di custodia cautelare è stata eseguita dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Siracusa, insieme al personale del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato ed ai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria del Comando Provinciale di Catania.
Dall’indagine avviata dalla DDA e coordinata dalla Procura della Repubblica di Siracusa, sarebbe venuto fuori che i poliziotti infedeli si mettevano d’accordo con i “gestori” delle piazze dello spaccio, fornendo loro la droga sequestrata nelle varie operazioni di Polizia.
Nel corso degli anni, i poliziotti indagati avrebbero anche comunicato ai propri sodali l’esistenza di indagini che li riguardavano, comprese informazioni in merito a intercettazioni in atto, ai luoghi dove erano installate le microspie delle Forze dell’Ordine ed i contenuti dei verbali di collaboratori di giustizia.
Per due poliziotti, uno ormai in pensione e l’altro ancora in servizio alla Polfer, il Gip ha disposto la custodia cautelare in carcere ed il sequestro preventivo a loro carico, rispettivamente, per un importo pari a 209.908 euro e a 374.000 euro;
Agli arresti domiciliari, invece, un vice ispettore di Polizia ed un 50enne di Noto.
Nella stessa inchiesta risulta indagato anche un militare dell’Arma dei Carabinieri, al quale è contestato il reato, in concorso, di rivelazione di segreto d’ufficio.
(foto: Il Palazzo di Giustizia di Catania)
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