Ragusa. IV Novembre, riconoscimento al vittoriese Francesco Foti, deportato nei lager

“Ieri la guerra, con migliaia di giovani pronti a sacrificarsi, recentemente il covid, con altri ‘eserciti’ in camice bianco, capaci di fare lo stesso.

L’auspicio per questo 4 novembre 2022, anno ancora una volta non del tutto sereno, ancora una volta affollato di preoccupazioni, è che gli italiani e i ragusani in primis sappiano compattarsi e sostenersi sempre, non solo nell’emergenza”.

Sono le parole del sindaco di Ragusa, Peppe Cassì, che, stamattina, ha partecipato alla cerimonia celebrativa della Giornata delle Forze Armate e dell’Unità Nazionale, che si è svolta sul sagrato di San Giovanni Battista, accanto al Monumento ai Caduti, dove è stata deposta una corona di fiori.

Presenti tra le autorità, il Questore, Giusy Agnello, il Commissario dell’ex Provincia, Salvatore Piazza, e il Vescovo di Ragusa, Mons. Giuseppe La Placa.

Il sindaco Cassì, ha voluto sottolineare la capacità degli italiani di unirsi e compattarsi nei momenti più duri e difficili. “Tendiamo a dividerci” – ha detto – “a ‘tifare’ praticamente su tutto, salvo poi, quasi insperatamente, ritrovarci”.

Le celebrazioni si sono, poi, spostate a Palazzo dell’Aquila per la consegna dei riconoscimenti ai deportati nel lager nazisti.

Una medaglia d’onore è stata consegnata, dal sindaco Cassì e dal Vescovo La Placa ad Ida Foti, figlia del vittoriese Francesco Foti, tenente dell’esercito italiano, deportato dai tedeschi nel lager di Leopoli ed internato nel campo di concentramento di Wietzendorf (Germania) fino al ritorno in Italia, il 7 agosto 1945.

Bancario, sposato e padre di due figlie, Francesco Foti è stato, successivamente, promosso Capitano e Primo Capitano ed insignito della Croce al Merito di Guerra. E’ morto nella sua Vittoria nel 2004.

(foto: la cerimonia sul sagrato della Cattedrale di San Giovanni Battista – immagine di Salvo Bracchitta)

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