Il Direttore del cimitero comunale di Siracusa e un operaio preposto ai lavori di ristrutturazione dei loculi sono stati arrestati, questa mattina, dagli agenti della Polizia di Stato, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Siracusa, su richiesta della Procura.

Secondo l’accusa, sarebbero responsabili della vendita di false concessioni per l’utilizzo delle cappelle. L’inchiesta, coordinata dalla Procura, è partita tre anni fa, a seguito della denuncia di un siracusano residente fuori dalla città, che, rientrando per le vacanze natalizie, ha trovato nella cappella di famiglia altri defunti.
In pratica, approfittando della loro presenza all’interno del cimitero, i due arrestati intercettavano le persone che avevano difficoltà a reperire loculi e mettevano in pratica il loro disegno criminoso.
Aggirando le procedure legali, riuscivano, infatti, ad ottenere le somme necessarie all’assegnazione dei posti, rilasciando ai privati falsi titoli di concessione. Inoltre, conoscendo i “meccanismi” di assegnazione pubblica dei loculi, sfruttando illegalmente gli strumenti giuridici della “decadenza” del possesso dei loculi in stato di abbandono, “estumulavano” , in concorso con altri quattro impiegati comunali, arbitrariamente i cadaveri per fare posto ai nuovi defunti, a fronte di esosi pagamenti da parte dei familiari.
60 mila euro la somma che gli indagati sarebbero riusciti a racimolare.
Le accuse sono abuso d’ufficio, falsità documentale e sottrazione di cadavere
“Gli sviluppi giudiziari sul cimitero ci lasciano sbigottiti ma, allo stesso tempo, determinati nel chiedere che si faccia luce nel più breve tempo possibile”.
Lo ha dichiarato il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, che si dice pronto “ad adottare le necessarie iniziative e a fornire ogni supporto ai magistrati e agli investigatori, sui quali riponiamo piena fiducia”.
(foto: fermoimmagine Questura di Siracusa)
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