E i farmacisti? Mentre i lavoratori precari, di vari profili professionali, che hanno lavorato durante la pandemia, nelle Asp e nelle Aziende ospedaliere, vengono, gradualmente, stabilizzati, sembra che la politica si sia dimenticata… dei farmacisti.
E così, come denunciano Carmelo Urzì e Raffaele Lanteri, rispettivamente segretario regionale ed aggiunto della Ugl Salute Sicilia, i farmacisti continuano a lavorare in proroga per le Asp e per gli ospedali, colmando i pesanti vuoi che queste strutture hanno da diverso tempo in organico, “risultando indispensabili e ormai ampiamente rodati” – sottolineano – “all’interno della macchina del sistema sanitario regionale.”

L’Ugl Salute Sicilia, già otto mesi addietro, aveva sollevato la questione, che riguarda 25 professionisti per i quali aveva chiesto l’accesso alle procedure di assorbimento.
Il problema sarebbe legato alla qualifica professionale, considerato che per l’assunzione è obbligatorio il possesso del requisito per l’accesso alla dirigenza, che i farmacisti non hanno.
Basterebbe, comunque, una semplice modifica della legge prevedendone, per esempio, l’inserimento nei posti che rimangono annualmente liberi nell’ambito dei corsi banditi.
Per Urzì e Lanteri si potrebbe anche attivare “un corso ad hoc che non andrebbe a comportare costi per la finanza pubblica tenuto conto che sarebbero proprio questi professionisti a finanziarlo con la relativa retta”.
“Diversamente” – aggiungono – “si potrebbe optare per l’istituzione, riprendendo magari la vecchia formula, della figura professionale del collaboratore, che consentirebbe a tanti giovani laureati nelle discipline mediche e sanitarie di lavorare nel sistema senza la qualifica dirigenziale, nelle more” – concludono – “di poter ottenere la specializzazione”.
(foto: Raffaele Lanteri e Carmelo Urzì)
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